ormai a mente fredda, ricordo il giorno in cui la nostra triste aula del cubo è stata invasa da tanta allegria..non posso che provare grande stima per quei pochi studenti (e non) che si sforzano oltre alle tante ore di studio di trovare del tempo per qualcuno che ha veramente bisogno. sapevo dell'esistenza di gruppi che si impegnano per i bambini che sono costretti a passare le loro giornate in ospedale, ma non pensavo che questi fossero costituiti da giovani studenti, studenti come me. inizialmente l'impulso ad unirmi a loro era forte ma ormai sono passati molti mesi e non posso fare a meno di interrogarmi su quale possa essere stato il freno che mi abbia ostacolato. non certo lo studio, sicuramente occupa molto tempo,ma qualche ora per fare qualcosa che si desidera fortemente si trova sempre. forse poichè stò già troppo tempo con i bambini che vengono a fare judo al kosen ed inizio a non sopportarli più. oppure perchè non mi considero una persona molto allegra. comunque non credo ormai che mi unirò a questo gruppo di genorosi studenti.
in questi giorni, in realtà da qualche tempo, sto valutando invece la possibilità di iscrivermi a qualche attività di volontariato. poichè noi di medicina non abbiamo modo di entrare in ospedale fino a metà del terzo anno ritengo sia un esperienza importante trovare qualche mezzo che ci permetta di iniziare fin da subito ad approfondire gli aspetti più "umani" della medicina anche se questo vuol dire trasportare la barella di un'ambulanza.. mi informerò
saluti
martedì 15 luglio 2008
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