Il 16 aprile ero purtroppo assente alla conferenza, tuttavia ho avuto modo di informarmi a proposito degli argomenti trattati..condivido fortemente la critica rivolta alla moderna concezione del rapporto che generalmente si instaura tra maestro ed allievo. I pochi lettori del mio blog avranno capito ormai che studio judo. Spesso è capitata occasione di parlare nel dojo di questo tipo di rapporto, cerco in qualche parola di riassumere i concetti fondamentali. una lezione può svolgersi su tre livelli: il primo è “animazione”, può essere assimilato ad una sorta di conferenza, è utile per allargare le idee e conferire entusiasmo. Il secondo è “insegnamento”, l’insegnate insegna ciò che è necessario sapere per poter sostenere la pratica. Il terzo è “trasmissione”, il Maestro trasmette all’allievo le sue conoscenze, la sua esperienza, ma ormai è un fenomeno così sporadico che è stato quasi dimenticato.
Perché è stato dimenticato?
Probabilmente sono molte le cause alla base di questo fenomeno ma volendo esprimere la mia opinione, non ci sono più gli allievi (io compreso) disposti a prendersi un impegno cosi grande come il seguire un maestro, e soprattutto sono rarissimi i professori che svolgono la loro professione spinti da una forte passione. La mia critica è basata su esperienza personale, ed rivolta soprattutto a docenti della scuola media inferiore e superiore; per quanto riguarda invece i docenti universitari la situazione è molto migliore. anche se rappresentano una minoranza, durante la mia breve esperienza all’interno dell’unifi ho già avuto modo di incontrare professori che sperano davvero di formare dei medici piuttosto che detentori di una laurea in medicina.
mercoledì 11 giugno 2008
maestro e allievo (8)
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