giovedì 20 marzo 2008

casco e autovelox

Tempo fa stavo camminando su di un marciapiede a firenze, ed ho osservato una sfilza di motorini fermi al semaforo. Tutti i guidatori indossavano un casco..ma perché indossavano il casco? Perché lo ritengono uno strumento indispensabile per chiunque guida un due ruote, o semplicemente perché una legge ne impone l’utilizzo? Dopo la legge sul casco sono state messe a punto una serie di misure per la prevenzione stradale: le cinture di sicurezza obbligatorie, gli autovelox, le telecamere ai semafori e molte altre. Le persone non pensano più, semplicemente agiscono come la legge ordina, oppure appena trovano una falla in questo sistema di controllo lo infrangono. Invece che puntare su nuovi modelli educativi qualcuno a deciso che era molto più semplice dare degli ordini..certamente questi nuovi sistemi hanno contribuito a far diminuire il numero di decessi per incidenti stradali (tutti dati che gesticono le stesse persone che fanno queste leggi) ma a che prezzo. io ritengo che se una persona è pericolosa al volante, e gli viene impedito di danneggiare il prossimo standosene nella sua macchina, troverà comunque il modo di rendersi pericoloso. Ciò che va cambiato è quello che viene insegnato alle persone, i modelli che gli bengono dati. Basta pensare al calcio: quale è stata la soluzione per tutti gli incidenti allo stadio? Inscatolare tutti i “tifosi” dentro delle recinzioni da mattatoio. tutte le volte che passo dallo stadio prima di una partita mi sembra di vedere un recinto per il bestiame. Lo stadio è troppo utile, permette di controllare migliaia di ragazzi, che vengono fatti sfogare dentro un recinto la domenica pomeriggio così che il resto della settimana se ne stanno calmi e tranquilli. Calcio a parte, secondo voi queste leggi sono fatte per prevenire gli incidenti? Io sono arrivato alla conclusione che queste leggi sono fatte per due ragioni: una persona invalida è un peso per la società e soprattutto il bilancio economico comunale senza le multe sarebbe in crisi. Basta cosi, concludo dicendo che non propongo l'anarchia volevo solo dare uno spunto di riflessione e magari far arrabbiare qualcuno…

p.s. uso il casco e vado piano in motorino

ADSL in 200 parole

Con il termine adsl si inende un tipo di connessione internet molto veloce, in grado di ricevere e trasmettere molti dati in poco tempo. si basa sull'impiego di tecnologie di elaborazione dei segnali che consentono di creare su di una stessa linea telefonica tre canali che operano in tre diverse bande di frequenza: una per il traffico telefonico,una per la trasmissione ed una per la ricezione dei dati. Ormai sono moltissimi coloro che utilizzano questo tipo di connessione. Quello che molti non sanno è quanto sia difficile in certi casi riuscire ad abbonarsi ad un servizio del genere. Io abito a 600 metri dal centro abitato di fiesole, non abito su lontane cime innevate, eppure qui il servizio non è disponibile. La cosa divertente è che circa un’anno fa mi telefonarono alcune compagnie (molto pubblicizzate) che mi offrivano una connessione adsl sostenendo che casa mia “era coperta”..molto soddisfatto accettai. Dopo circa quattro mesi che i tecnici provavano a far funzionare questa adsl (ci chiesero anche di rifare tutto l’impianto dei cavi telefonici), ne arrivò uno che disse: “forse non arriva la linea”.troppe sono le zone nei dintorni di firenze che ancora non possono accedere a questo servizio: fiesole, settignano, compiobbi…

venerdì 14 marzo 2008

conferenza sull' anoressia..

non possiamo far finta che l'anoressia colpisca solo le modelle ed i modelli..è importante captare i segnali per non arrivare troppo tardi, perchè di anoressia (e bulimia) si guarisce, ma bisogna fare in fretta, prima che il disturbo diventi malattia e la malattia un dramma. per questi motivi l'associazione kosen organizza una conferenza su anoressia, bulimia e disturbi dell'alimnetazione. ho pensato che a qualche aspirante dottore sarebbe potuta interessare.. questo post arriva un po' in ritardo, l'appuntamento è domani (15 marzo) alle 16.30 in via confalonieri 20, comunque chi è interessato è sempre in tempo. io ci sarò

giovedì 13 marzo 2008

approposito di istologia

gentilmente una mia amica del secondo anno di medicina mi ha dato le sbobinature di tutte le lezioni di istologia ed embriologia. sono state fatte registrando le lezioni del secondo semestre del 2006, ma coincidono quasi perfettamnete con quelle di quest'anno (almeno fino ad ora). secondo me sono molto utili soprattutto perchè, come avrete notato durante queste prime lezioni, non è facile prendere appunti. sembra che i professori abbiano una gran fretta (di non farci imparare nulla)..non sò se sono gia state diffuse, o se avete trovato soluzioni migliori, comunque se qualcuno è interessato è libero di contattarmi. saluti

mercoledì 12 marzo 2008

perchè i pirenei

in realtà ho scelto questo titolo perchè era la prima cosa che mi è venuta in mente, ma cio non vuol dire che sia casuale. ultimamente mi capita spesso di pensare ad un viaggio che prima o poi (forse) farò.. i pirenei sono la prima tappa, 10 giorni lungo una parte della grand randonnée, e poi una ventina in interrail in spagna. mi piacerebbe partire da solo, oppure con una mia amica che però non sò se verrà..(saluti a silvia). ovviamente ciò sarà possibile solo se le mie amiche istologia e biochimica sono daccordo, è già un anno che rimando, devo riuscire a convincerle..

domenica 9 marzo 2008

judo e combattimento

Lo scorso giugno ho sostenuto l'esame di maturità. qui sotto ho riportato ciò che ho "raccontato" durante la parte orale dell'esame. descrive uno degli aspetti del judo che più mi affscina, è riuscita a interessare i miei professori spero possa interessare anche qualcuno di voi (lettori del mio blog)


Shiai

combattimento


L’argomento che intendo presentare in questa sede come tesina è SHIAI, combattimento. Da molti anni ormai studio judo e quindi vorrei affrontare il tema secondo l’ottica del fondatore di questa disciplina, Jigoro Kano. Jigoro Kano nel 1882 dopo aver studiato approfonditamente il ju-jitsu, arte della cedevolezza, decise di fondare una nuova scuola, la quale era caratterizzata da una forte innovazione. Il fondatore, infatti, riprese in parte le tecniche del ju-jitsu ma a queste aggiunse un principio morale. Judo, infatti, significa Via della cedevolezza, intesa come scuola di vita, prima che di combattimento. Non intendo trattare approfonditamente cosa sia judo, perciò mi limiterò ad utilizzare una definizione ormai celebre che ne riassume le caratteristiche principali:

«Il judo ha la natura dell'acqua. L'acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato. Non ha forma propria, ma prende quella del recipiente che la contiene. È indomabile e penetra ovunque. È permanente ed eterna come lo spazio e il tempo. Invisibile allo stato di vapore, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra. Solidificata in un ghiacciaio ha la durezza della roccia. Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti. Eccola, turbinante nelle cascate, calma nella superficie di un lago, minacciosa in un torrente o dissetante in una fresca sorgente scoperta in un giorno d'estate..»

Shiai è combattere le negatività della vita, affrontare i problemi che ci ostacolano nel perseguire i nostri ideali. Durante un combattimento in materassina un judoista si trova ad affrontare un avversario sconosciuto, di cui, possibilmente, non conosce ne abilità ne debolezze. Un solo passo errato può significare la sconfitta, anche solo un attimo può essere fondamentale per determinare l’esito dell’incontro. Per vincere il combattimento però è necessario superare ogni timore e lanciarsi nell’attacco, liberi da qualsiasi pensiero. Molte sono le qualità necessarie per diventare un abile combattente, senza dubbio una certa abilità fisica, ma soprattutto la capacità di raggiungere un buon livello di concentrazione, che forse è meglio definire meditazione (mushin). Uno stato dove la mente è completamente libera da ogni pensiero di vittoria e sconfitta, dove un judoista è pronto a dare tutto se stesso, cuore, mente e corpo in ciò che sta facendo. Imparare a dare tutto se stesso al judo, per poi dare tutto se stesso all’universo. Non ha senso studiare qualcosa se questa non può essere utilizzata nella vita quotidiana. La speranza del fondatore, come quella di tutti i maestri che ne seguono gli insegnamenti è di formare individui che pratichino judo 24 ore su 24, individui che se incontrano qualcuno in difficoltà, intervengano senza esitazioni, individui che se stanno sostenendo un esame non si facciano opprimere dalle emozioni, ma che affrontino la situazione, nel pieno delle capacità.

Purtroppo il judo, fin dagli inizi, ma soprattutto dopo essere diventato sport olimpico nel 1964, ha avuto un eccessivo incremento degli iscritti. Questo ha causato, un aumento delle palestre e di conseguenza degli insegnanti di judo, che sempre più spesso erano impreparati a ricoprire un ruolo di cosi grandi responsabilità. Jigoro kano, finché ha potuto, ha cercato di far rispettare i valori morali del metodo judo, ma ben presto questo ha iniziato a mutare trasformandosi in qualcosa di completamente diverso da ciò che era in origine. Il judo ormai è diventato uno sport, qualcosa di strettamente legato all’agonismo, agli sponsor, al mondo degli affari. L’obbiettivo del judo-sport non è più quello di formare persone migliori, con una certa personalità, bensì quello di creare campioni, energumeni capaci di abbattere l’avversario (non importa come), e facilmente manovrabili. Ormai non si può più parlare di Shiai, il judoista non cerca più la proiezione magistrale che lascia tutti a bocca aperta, ma si accontenta di far inciampare l’avversario a terra; la gara non è più l’occasione di incontro fra due compagni che sono insieme per crescere, ma l’occasione per imporsi sull’altro, l’unico obbiettivo è la vittoria.

Il judo però non è ancora perduto, da anni esistono in italia ed in molti altri paesi europei gruppi di judoisti che hanno scelto di uscire dalle federazioni ufficiali, con la speranza, che non è un'utopia di poter ritornare al judo delle origini grazie al judo tradizionale. un judo che fra i tanti aspetti formativi sia in grado di insegnare a chiunque voglia dedicarsi a questa disciplina cosa sia combattimento, Shiai.

venerdì 7 marzo 2008

Perchè il judo?

perchè il judo? come può un sport grezzo e brutale come il judo che si vede in televisione essere un ottimo metodo educativo?
la risposta è molto semplice, il judo, o meglio judo sport che forse a qualcuno è capitato di guardare durante una gara olimpica o in qualche competizione del genere non ha niente ha che fare con il judo di cui parlo io. la pratica giornaliera di tutti coloro che praticano judo sportivo è finalizzata alla vittoria di una medaglia. ognuno è liberissimo di porsi gli obbiettivi che preferisce.. Kano Jigoro quando fondò il judo (via della cedevolezza, dell'adattabilità) voleva creare una disciplina educativa,o meglio l'esempio pratico di una nuova educazione.
la sua proposta pedegogica consiste nell'accettare un principio morale universale. le attività giovanili (sport, scuola, oratorio..di cui il judo è solo un esempio) dovrebbero potenziare il senso sociale e scoraggiare quello egoico facendo sperimentare in corpo mente e cuore il miglior impiego dell'energia, che subito si trasforma in tutti insieme per cresere e progredire. questi giovani potranno in seguito prendere visione delle proprie tradizioni religiose, etniche e politiche, arrivando a litigare per l'affermazione delle idee, ma non a uccidersi come ora avviene continuamente in tutto il mondo.
purtroppo il suo sforzo per portare nella scuola gli ideali elitari della "Via" è stato sfruttato da chi è riuscito ad imporre al movimento judoistico i cosiddetti "campionati". Kano mori prima della Guerra, e nel 1948 la sua creatura fu ceduta al nuovo governo per farne lo sport nazionale che doveva promuovere all'estero l'immagine del paese, dopo la disfatta della seconda guerra mondiale; in questo modo il judo si diffuse nel mondo con un'impronta mutuata da altri sport.
fortunatamente il judo delle origini è ancora vivo, anche se attualmente emarginato ha la possibilita di tornare ai fasti di un tempo, esiste una associazione in italia che segue ancora gli ideali del fondatore, se a qualcuno interessasse è libero di contattarmi.

giovedì 6 marzo 2008

Un'altra scuola


penso di andare sul sicuro affermando che almeno il novanta per cento di chi leggerà questa raccolta di pensieri un pò confusi abbia frenquentato almeno per dieci anni la Scuola ufficiale. con scuola ufficiale intendo il programma di studi organizzato dal ministero dell'istruzione che cominciamo a conoscere con la scuola elementare e ormai non sappiamo più dove termina(forse prima o poi finirò). questa scuola è in grado di darci elementi fondamentali ed indispensabili per la nostra formazione professionale ma ciò che mi domando è se sia sufficiente per preparaci ad affrontare la vita in tutti i suoi aspetti, a formare la nostra personalità. fino ad ora la mia risposta è sempre stata negativa ma evidentemente la maggiorparte delle persone non la pensano come me.
nella vita è importante porsi delle priorità: è più importante sapere bene il latino e la matematica, oppure essere delle belle persone? c'è differenza fra un bravo dottore che lavora solo per poter fare la "bella vita" ed uno che ha come unico scopo aiutare qualcuno in difficoltà?
come è possibile che per tutta la gioventù si spinga così tanto sull'istruzione scolastica e si dimentichi ogni altro aspetto formativo e soprattutto perchè nessuno (o quasi) va alla ricerca di un'ALTRA SACUOLA in grado di formarlo come persona.
probabilmente in molti pensano che la vita stessa con le mille difficoltà che ci pone davanti sia sufficente a formarci, ed in molti casi è realmente così, ma secondo me c'è una netta differenza fra lo sperare che la vita ti ponga davanti gli elementi necessari alla tua crescita, oppure sforzarsi giorno dopo giorno affinchè questa crescita avvega. per quanto mi riguarda, ho trovato una scuola (o via) che secondo me è uno degli strumenti migliori per chi ha una sincera intenzione di diventare una persona migliore. questa è il judo, ma ci sarà occasione di parlarne prossimamente..

mercoledì 5 marzo 2008

forse ha un senso(prova 1)

agli alberi piacciono le banane, ai coccodrili no. forse è solo una coincidenza ma probabilmente no